L’impatto dell’acqua sulla torre evaporativa

L’acqua utilizzata nel campo industriale può essere grezza, pretrattata o depurata (nel caso si volesse recuperare l’acqua di scarico).

Quest’acqua deve essere trattata prima di entrare nel processo industriale per garantire che la qualità e le proprietà soddisfino le specifiche richieste.

L’acqua grezza spesso contiene solidi sospesi, sostanze organiche, ammoniaca o metalli pesanti, che è necessario rimuovere prima di introdurre il liquido negli impianti.

Cosa succede nelle torri evaporative gestite con acqua industriale?

Quanto impatta la qualità dell’acqua sulla torre, come difendere la torre dalle incrostazioni e dalle proliferazioni batteriche?

Le classiche problematiche che si riscontrano in un circuito di raffreddamento sono:

  • incrostazioni
  • corrosioni
  • sviluppo di alghe e biofilm (che possono contenere legionella)
  • crescita microbiologica (sedimenti come il limo)

Un programma di trattamento chimico sarà efficace solo se:

  • viene controllata la corretta concentrazione di sali nell’acqua
  • si minimizzano i rischi di incrostazione
  • si monitorano i rischi di corrosione
  • si effettua il controllo della crescita batterica (la proliferazione batterica è data sia dalla “ricchezza chimica” dell’acqua che dalla temperatura)

Questi parametri possono essere controllati da apposite centraline poste sul circuito così da poter gestire l’impianto attraverso sensori e sonde. In questo modo sarà possibile gestire spurghi e allarmi in maniera efficace, ottimizzando consumi idrici e di prodotto chimico.

 

L’indice di Langelier

La tendenza incrostante dell’acqua può essere determinata mediante la cosiddetta valutazione dell’Indice di Langelier (IL).

Si tratta di un valore che tiene conto dei seguenti parametri: calcio, alcalinità, conducibilità, temperatura.

Valori di IL maggiori di zero indicano la tendenza di un’acqua a depositare calcio sotto forma di carbonato di calcio (CaCO3).

Per valori tra 0 e 1 si ha una modesta tendenza incrostante, tra 1 e 2 un rilevante problema di deposizione, oltre 2 una consistente tendenza incrostante.

Valori negativi indicano un’acqua con caratteristiche corrosive.

 

Indice di Larson-Skold

L’indice di Larson-Skold è una scala empirica utilizzata per misurare il grado di corrosività dell’acqua rispetto alle superfici metalliche di acciaio dolce.

La scala dell’indice di Larson-Skold presenta i seguenti risultati della tendenza alla corrosione:

LR

Tendenza alla corrosione

< 0.2

Nessuna tendenza al metallo

0,4<LR=>0,2

Tendenza al metallo leggero

0.5<LR=>0.4

Bassa tendenza al metallo

1.0<LR=>0.5

Tendenza al metallo medio

=> 1.0

Alta tendenza al metallo

 

(Fonte: https://www.corrosionpedia.com/definition/6667/larson-skold-index)

 

Utilizzo di prodotti chimici antiincrostanti    

L’acqua industriale è un’acqua con durezza assimilabile all’acqua potabile.

All’interno del circuito di raffreddamento l’acqua tende a concentrarsi: i sali insolubili alle temperature di esercizio, raggiungendo il valore soglia, precipitano formando calcare e altri sporcamenti.

Questo fenomeno può essere limitato da un prodotto antincrostante, valutato preventivamente per le sue performance e caratteristiche.

È facile attendersi che un’acqua industriale sia principalmente incrostante (con indice Langelier positivo), possono però verificarsi dei casi in cui contemporaneamente si abbia Indice Langelier positivo e Indice LarsonSkol maggiore di 3.

Questo si verifica per la presenza nell’acqua di quantità rilevanti di cloruri e solfati.

In questi casi occorre utilizzare un prodotto formulato che abbia caratteristiche antincrostanti e anticorrosive oppure valutare la combinazione di due prodotti, a seconda della metallurgia presente.

 

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