Incrostazioni in caldaia: come e perché si formano?

L’acqua domestica spesso presenta quantità elevate di calcio, magnesio, ferro, alluminio e silice.

Quando l’acqua raggiunge e supera la temperatura di 50 gradi, inizia un processo fisico in cui questi elementi si trasformano in incrostazione “dura” e corrosiva (calcare).

Il calcare nella caldaia si deposita solitamente su scambiatore e bollitore, ostruendo il passaggio dell’acqua stessa e provocando una riduzione dello scambio termico.

Le incrostazioni sono causate dalla precipitazione e dalla sedimentazione dei sali disciolti e solidi sospesi nell’acqua.

L’evaporazione dell’acqua dovuta alla produzione di vapore o il continuo depositarsi di sali per produzione di acqua calda porta ad un surriscaldamento del sistema, che può causare danni alla caldaia stessa.

Infatti, i depositi, peggiorando lo scambio termico, fanno sì che per ottenere la produttività di macchina devono aumentare temperatura aumentando i costi di esercizio (consumando più metano) e generando costi di manutenzione per doverla lavare o riparare.

 

I trattamenti chimici per prevenire incrostazioni nelle caldaie

Una misura che può prevenire le incrostazioni consiste nell’utilizzare acqua demineralizzata, ovvero un’acqua a cui sono stati rimossi la maggior parte dei sali.

Più è di qualità l’acqua con cui la caldaia viene alimentata, più è difficile che si formino incrostazioni.

Ma tutto ciò non basta: l’acqua senza i suoi sali risulta essere molto più aggressiva verso le superfici della caldaia stessa, pertanto si rischierebbe di generare un problema di corrosioni risolvendo il problema dei depositi.

I depositi minerali e gli ossidi metallici che alla lunga formano incrostazioni nella caldaia, possono essere risolti anche usando un trattamento chimico.

Esistono trattamenti chimici per l’esercizio della caldaia che consentono di evitare il problema dei depositi se si utilizza un’acqua di bassa qualità e prodotti passivanti e deossigenanti che consentono di evitare il problema delle corrosioni se si utilizza un’acqua senza sali.

Esistono infatti trattamenti che non sono nocivi per la salute e per l’ambiente, ma che con efficacia inibiscono la corrosione, grazie al supporto di agenti passivanti e disperdenti, permettendo di aumentare la vita media della caldaia.

Con i prodotti:

  • si passivano le superfici metalliche rendendole resistenti alla corrosione
  • viene rimosso chimicamente l’ossigeno dall’acqua di alimento caldaia e condensa in sistemi di produzione vapore
  • si aumenta l’efficienza operativa, riducendo contemporaneamente i costi di manutenzione, aumentando la vita delle apparecchiature, con uno smaltimento ad impatto ambientale sostenibile.

Se dovesse però essere troppo tardi e quindi la caldaia ha già bisogno di un lavaggio o di un intervento, esistono prodotti utilizzabili offline (a macchina ferma) per una pulizia rapida, oppure anche online senza dover fermare l’impianto durante il normale esercizio, consentendo una lenta rimozione delle incrostazioni e del problema (nel caso di circuiti chiusi a ricircolo con scambiatore).

 

Il lavaggio della caldaia: quando effettuarlo

Ecco alcune indicazioni su quando è bene lavare una caldaia:

  • quando il flusso di acqua è troppo basso, la luce di passaggio delle tubazioni si è ridotta a causa delle incrostazioni
  • quando le performance di riscaldamento sono inferiori al 90%
  • quando l’impianto risulta più rumoroso del solito
  • quando occorre scaldare molto per raggiungere il target minimo (tenendo conto che ogni millimetro di calcare peggiora lo scambio termico del 15%)

Tale procedura è spesso complessa e proprio perché si utilizzano prodotti chimici, va affidata a personale qualificato e con esperienza.

Lavaggi chimici effettuati da personale non qualificato possono provocare danni in caldaia e alle persone.

 

Se hai bisogno di prodotti chimici per il lavaggio della tua caldaia o di personale esperto, puoi rivolgerti ai nostri consulenti.